:riqualificazione urbana via calle de toledo madrid

nicola castellano | designer | riqualificazione urbana via calle de toledo madrid


In collaborazione con: Adele Pagliaccia, Ginevra Rapisardi, Stefania D’Angelo, Tiziana Rollo.
C/O: IED – Istituto Europeo di Design, Roma e Madrid

Docente | arch. Carlo Bordin, arch. Laura Asti e arch. Paolo Alberti

Progetto Gruppo 3 Zona D

Il tratto di strada compreso tra plaza de la Cebada e calle de la Colegiata si caratterizza per la presenza di una delle chiese più importanti di Madrid: la chiesa di Sant’Isidoro. Una delle peculiarita’ della chiesa e’ quella di essere stata progettata per essere percepita di scorcio e non frontalmente; essa infatti e’ priva di sagrato o di una piazza che ne dia risalto, e quindi di quella monumentalita’ tipica delle chiese romane.
Proprio sull’accentuazione di questa caratteristica e sull’esaltazione della chiesa in si’ e’ basato gran parte del progetto.
Lungo il percorso che conduce da plaza de la Cebada alla chiesa sono stati collocati sette muri in lamiera forata: sei su calle de Toledo e uno in corrispondenza dell’intersezione tra calle de Toledo e calle de los Estudios.
Questi innesti murari hanno il compito fondamentale di direzionare fisicamente e visivamente chi passeggia lungo la via verso la chiesa di Sant’Isidoro: sono infatti stati posizionati e concepiti in modo da dirottare lo sguardo verso di essa.
I muri traforati, la cui trama e’ inizialmente molto fitta, quasi a guisa di una rete, diventano gradualmente pieni con l’avvicinarsi alla chiesa, sottolineandone cosi’ la presenza; presenza rimarcata inoltre da un senso di ascensionalita’ conferito attraverso un progressivo aumento in altezza di ciascun muro, quasi ad indicarla.
Le facciate dei palazzi di fronte alla chiesa sono state rivestite da involucri, anch’essi in lamiera, che grazie alla loro conformazione e disposizione suggeriscono all’osservatore di rivolgere lo sguardo in direzione del monumento. Il primo involucro e’ posizionato, quasi ad indietreggiare, in maniera obliqua, mentre il secondo e’ perpendicolare al suolo: cio’ crea un dislivello dalla forma triangolare che conduce nuovamente l’attenzione verso la chiesa.
Diversa e’ invece la percezione per chi giunge da plaza Mayor: l’involucro perpendicolare al suolo segue infatti l’angolo dell’edificio ma viene svuotato nella parte inferiore. Essendo tuttavia la strada in discesa prevale la visione della porzione piena che, come nella soluzione precedente, induce a osservare il monumento.

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